La Corte di Giustizia dell’Unione Europea dice no all’interpretazione che il Governo italiano ha dato dell’equo compenso.
A rischio anche la posizione della SIAE, che, pare, sarà costretta a restituire i milioni ricevuti da tale tassa.
A quasi un anno dall’approvazione del Decreto Bondi viene a galla, grazie alla Corte di Giustizia UE, che applicare la tassa a così tanti dispositivi elettronici è stato un abuso!
L’elenco dei dispositivi da tassare, dice la corte di Giustizia, avrebbe dovuto includere esclusivamente quelli destinati alla copia e alla masterizzazione (cd e dvd), non quelli, ad esempio, utilizzati in ambito aziendale o a HD di backup interni ed esterni.
In definitiva l’on. Bondi e la sua equipe hanno male interpretato la normativa, applicandola in modo errato.
A questo punto, leggi alla mano ed interpretazione UE, è evidente che il decreto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali è illegittimo e che la SIAE dovrebbe essere costretta a restituire il denaro ricevuto.
Se e quando questo avverrà lo vedremo solo in futuro.
La Corte di Giustizia UE boccia l’equo compenso del ministro BONDI!
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